C’è stata un’epoca in cui le vacanze non duravano una settimana, ma una stagione (bei tempi!). Si chiamava villeggiatura!
Era un’abitudine che per un paio di secoli fu centrale nella vita dell’aristocrazia e della buona borghesia italiana, e che oggi, come racconta il professor Alessandro Barbero nel podcast Chiedilo a Barbero (Intesa Sanpaolo On Air / Chora Media), è quasi completamente scomparsa.
Trasferirsi dalla città in campagna per due o tre mesi era, nel Settecento, una prassi comunissima tra chi se lo poteva permettere. A questo proposito, ricordiamo Le smanie per la villeggiatura, la commedia che Carlo Goldoni scrisse nel 1761 e portò in scena per la prima volta al Teatro San Luca di Venezia proprio in autunno: nel testo, la buona borghesia cerca di replicare le abitudini l’aristocrazia, anche solo per poter dire “ci andiamo anche noi”.
La villeggiatura non nasce come tradizione estiva.
Nasce in autunno, e si lega a due abitudini più antiche dell’aristocrazia: la caccia, praticata tradizionalmente in quella stagione, e la vendemmia, per chi possedeva terre e vigne. Proprio Il Borgo del Balsamico era un luogo di villeggiatura! Solo in un secondo momento la villeggiatura si allarga, fino a comprendere anche l’estate. C’era poi chi ne faceva un vero stile di vita: in Italia nel Novecento, ad esempio, c’era chi dava per scontato lasciare la città a inizio giugno e restare in campagna fino a metà ottobre, facendosi recapitare la posta all’indirizzo della villeggiatura!
Il Borgo, oggi: un ritorno alla villeggiatura d’autunno
Se la villeggiatura moderna si è spostata quasi del tutto sull’estate, Il Borgo del Balsamico resta fedele alla sua radice più antica: un luogo che si vive bene proprio in autunno, quando i ritmi si allentano, la campagna reggiana cambia colore e il tempo rallenta.
Il Borgo si trova a Botteghe di Albinea, in mezzo alle colline dove nasce l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP.
L’autunno e i mesi più freschi sono perfetti per prenotare una visita con degustazione dell’antica acetaia. Da qui, in autunno, le rotte si aprono in ogni direzione: verso sud, l’Appennino Reggiano e i Castelli di Matilde di Canossa, con la Pietra di Bismantova a dominare il paesaggio; verso ovest, Parma, con il Duomo affrescato dal Correggio; verso est, Modena e la sua tradizione motoristica, o Bologna con i suoi portici, perfetti anche nelle giornate più incerte.
E se prestate attenzione, ogni anno, durante la bassa stagione, il Borgo apre le sue Dimore anche per qualcos’altro: workshop tematici dalla fotografia, alla cucina condotti da professionisti internazionali che con questo luogo hanno costruito un legame speciale. Un modo diverso di intendere l’autunno: non l’attesa della prossima estate, ma una stagione da vivere per intero.






